Alle volte si ritorna bambini, senza preavviso. Quando ero piccolo, non ho mai pacioccato particolarmente con terra o sabbia, o almeno non ricordo di averlo mai fatto. Ma questa sera, rinvasando alcune piantine di peperoncino dai bicchierini di plastica ai vasi (sistemazione temporanea, visto che sono comunque vasi piccoli) sono tornato indietro nel tempo, ritrovandomi con le mani in un terriccio soffice che sapeva di antico.
È bello riscoprire piaceri così distanti. Vivendo tutti i giorni a contatto con la frenesia e la tecnologia, può avere un che di bizzarro fermarsi e mettersi a lavorare la terra, sia pure in quantità così esigue. Se mi avessero detto, anche solo cinque anni fa, che la mia vita sarebbe cambiata così tanto e in quale direzione, mi sarei messo a ridere. O forse semplicemente non ci avrei creduto – cinque anni fa era un gran brutto periodo. Sta di fatto che dividersi tra il lavoro in città e il resto della vita in campagna è quanto di più a misura d’uomo che io abbia mai sperimentato, pur con tutti i difetti del pendolarismo e la concimazione dei campi. E la casa dove vivo con mia moglie è una specie di rifugio, una bolla di serenità alla quale è bello tornare, la sera. Forse anche questo è tornare bambini.
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Sometimes you turn back to be child again, without notice. When I was little, I never played particularly with earth or sand, or at least I do not remember having ever done. But tonight, repotting some pepper seedlings from plastic glasses to vases (a temporary accommodation, as they are still small ones) I have gone back in time, finding my hands in a soft soil that smelled of old.
It’s nice to rediscover pleasures so distant. Living every day in contact with frenzy and technology, it may sound something strange to stop and get to work the land, even in such small quantities. If they had told me, even five years ago, that my life would change so much and in what direction, I would have laughed. Or maybe I just wouldn’t have believed it – five years ago was a very bad period. The fact is that dividing myself between the work in the city and the rest of the life in the country is the most ideal way I have ever experienced, even with all the defects of commuting and fertilizing the fields. And the house where I live with my wife is a kind of refuge, a bubble of serenity which is good to be back in the evening. Perhaps this is turning back to be child again, too.
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