Dobbiamo essere tutti omertosi. Nessuno deve alzare la voce. Saremo costretti ad acuire ancora di più la nostra capacità di farci scivolare addosso tutto quello che succede senza interiorizzarlo per evitare qualsiasi pericolo di far incancrenire dentro di noi le urla che, inevitabilmente, ci verrà voglia di lanciare.
La cosiddetta legge bavaglio è in discussione alla Commissione Giustizia del Senato e, insieme alle limitazioni in materia di intercettazioni, nasconde tra le sue pieghe un articolo che potrebbe avere un effetto dirompente e disgregante per quanto concerne la libertà di espressione sulla Rete. Sì, la Rete, proprio quel luogo dove il paese mostra maggiormente un volto così distante da quello del paese reale, un volto che, è lampante, non piace alla classe dirigente italiana. E quindi eccoli allungare le loro zampe rapaci e sozze di marmellata per tarpare le ali a tutti i pericolosi dissidenti che minano la serena conduzione di uno Stato verso una dittatura completamente legalizzata.
Già ci sono state manifestazioni in piazza, contro questo scempio, contro questo attacco a decine di migliaia di più o meno piccoli opinionisti e comunicatori, persone fuori dal coro di voci bianche ammaestrate dalla televisione generalista. Sanzioni fino a 12500 euro sono insostenibili da molti, incluso chi scrive, se non si è garantiti come le categorie cui ci si vorrebbe equiparare, privando noi della possibilità di esprimerci in libertà (a prescindere dalla platea) e loro della dignità e autorevolezza di una professione che già sta barcollando sotto i colpi di servi compiacenti. Qualcuno verrà multato, gli altri avranno paura: colpirne uno per educarne cento, qualcuno ricorda ancora qualcosa, al proposito?
—
We must all be silence. No one should raise his voice. We will have to sharpen even further our ability to let us slide on everything that happens without internalize in order to avoid any danger to canker within us cries that inevitably we will want to launch.
The so-called gag law is under discussion at the Senate Judiciary Committee and, together with restrictions on wiretaps, hidden in its folds there’s an article that could have a disruptive and divisive effect on freedom of expression on the Net. Yes, the Net, that right place where most country shows a face so far from that of the real country, a face that, it is clear, it isn’t loved by the Italian ruling class. So here they stretch their hands, rapacious and filthy of jam, to clip the wings at all dangerous dissidents who threaten the peaceful conduct of a State towards a dictatorship completely legalized.
Already there have been demonstrations in the square against this carnage, this attack against the tens of thousands of more or less small communicators and opinion leaders, people outside the choir taught by generalist TV. Penalties of up to 12,500 euros are unsustainable by many, including this writer, if you are not guaranteed to be a part of the categories they would like to treat us as similar, depriving us of the opportunity to express ourselves freely (apart from the audience) and them of the dignity and authority of a profession which is already reeling under the blows of servants complacent. Someone will be fined, others will fear: strike one to educate one hundred, does somebody remember something about this?
Commenti