Eccoci giunti all’epilogo (speriamo) della nostra avventura nei meandri della burocrazia. Per dettagli sulle nostre peripezie, rimando a questo post e a quest’altro.
La sentenza di divorzio che per “magia” è stata protocollata in un battibaleno dopo aver fatto la muffa per un po’ di tempo e per la quale io e la mia oramai ex moglie (ex a tutti gli effetti di legge) abbiamo firmato la quiescenza è passata all’anagrafe nei tempi promessi e nel giro di 5-6 giorni anche all’anagrafe si sono dati da fare. Morale della favola: il 29 luglio andiamo a fare le pubblicazioni di matrimonio e il 7 settembre riusciremo a sposarci come da noi tanto desiderato.
Tutto è bene quel che finisce bene. Oggi pomeriggio abbiamo anche comprato le fedi. Certo, ci mancano ancora due o tre cosette da sistemare (soprattutto le bomboniere), ma ormai la strada dovrebbe essere in discesa.
Resta un po’ di amarezza per il pensiero di come funzionano le cose nel nostro paese.
In tutto questo però, desidero sottolineare il comportamento di una persona particolare, alla quale ci siamo rivolti per chiedere consiglio con una lunga mail nei momenti più bui. Non ci attendevamo una sua risposta, al massimo pensavamo di ricevere un messaggio automatico o poco più. Invece, dopo qualche giorno di attesa, abbiamo ricevuto una mail rassicurante sullo stato delle nostre pratiche, con dettagli (tipo il numero di pratica e le date, cose che nella nostra prima lettera non avevamo indicato) che dimostravano un interesse vero, al di là del fatto che questo interesse, per motivi di tempo e lavoro della persona in questione, si era manifestato quando ormai la sentenza si era sbloccata. La nostra sorpresa è stata grande e siamo stati ancora di più convinti della fiducia che gli abbiamo dato. Questa persona è Antonio Di Pietro.
Può essere che anche altri avrebbero fatto come lui, questo non lo so. Quello che so è che tra tutti gli impegni che ha un parlamentare della Repubblica (quelli che lavorano davvero, almeno…
), trovare del tempo da dedicare a una questione statalmente insignificante come il nostro matrimonio è un segnale di vero interesse per il proprio elettorato. Grazie, di cuore.