Forse qualcuno di voi avrà notato, al di sotto del blogroll, un link a un sito un po’ particolare. Chi ci ha cliccato sopra, si è trovato nelLaCasa, la home page (nel vero senso della parola) di un gruppo musicale di grande valore che sta cercando di mettersi in luce.
Dal momento che ho avuto modo e privilegio di ascoltare il loro album “1+1=1″ (conoscere uno dei membri del gruppo è un vantaggio non da poco) e poiché sono rimasto assai colpito dai progressi che hanno fatto e dal livello che hanno raggiunto, ho pensato di presentarvi questa breve intervista…
Entrate anche voi nelLaCasa…
Kendalen: Come nasce il progetto LaCasa?
Arco: LaCasa nasce nel 2001, a casa di Arco, davanti ad un Mac G4 desktop.
Io e II avevano già suonato insieme, fino all’anno precedente, in un altro gruppo di estrazione diversa e ci eravamo presi anche delle belle soddisfazioni, per essere un gruppo che non aveva nessuno alle spalle: la comparsata televisiva in TV, alcune vittorie in manifestazioni per emergenti, una quasi-produzione. Piccoli passi, insomma.
Tuttavia il gruppo si sciolse per varie ragioni e dopo un periodo di sostanziale pausa, cominciai a pensare ad un nuovo progetto con basi radicalmente differenti.
Dopo aver abbozzato alcuni brani (fatti totalmente in casa con il beneamato Mac G4) coinvolsi nel progetto II e da lì nacque una lunga fase di integrazione fra i nostri background musicali, a volte al limite della rissa. 
Ma ci conosciamo ormai da 15 anni e ne siamo sempre venuti fuori con ottimi accordi, in stile “convergenze parallele”.
Ciò che ci ha accomunato dal principio però è stato il desiderio di raccontare le nostre storie secondo un’ottica che fosse diversa da quella della classica canzoncina pop, pur non volendo rinunciare all’orecchiabilità dei brani.
Kendalen: Quanto di ognuno di voi c’è nelle vostre canzoni? C’è una divisione ben definita per esempio tra chi scrive la musica e chi scrive le parole oppure collaborate in toto?
LaCasa: Quasi sempre ciascuno scrive il testo e la musica del proprio brano, ne realizza una versione pre-arrangiata oppure la lascia “voce e chitarra”.
Poi la propone all’altro e da lì comincia un processo molto pittoresco di stravolgimento del tutto.
Di solito Arco tende a massacrare i brani smontandoli come fossero fatti di Lego, mentre II cerca di riempire ogni spazio sonoro come un uovo! 
Da questa tensione nascono gli arrangiamenti finali.
Ora però stiamo imparando ad essere sempre più “coautori” sin dal principio, almeno per ciò che attiene alla musica.
Per i testi invece siamo ancora molto indipendenti. Ci limitiamo a suggerimenti reciproci.
Kendalen: Il parto di “1+1=1″ è stato piuttosto lungo o mi sbaglio? Ho visto almeno due demo distinte prima di riuscire a sentire l’album completo…
LaCasa: La lunghezza del “parto” è data proprio dal continuo lavoro che ci ha coinvolto, dalla composizione fino al master finale, oltrechè da una certa incontentabilità di fondo che ci accomuna. 
Con questo progetto volevamo avere il totale controllo di tutta la fase produttiva, il che ci ha spinto a migliorarci in ogni settore, dal cantare una parte sino all’equalizzazione di un chitarrino in sottofondo alla fine di un brano.
Possiamo definire tutto ciò “maniacale”!
Kendalen: A sentire le vostre canzoni, sembra di cogliere un richiamo dal punto di vista musicale ai SubSonica, mentre i testi mostrano una profondità maggiore, quasi filosofica. Quali sono le vostre ispirazioni, i vostri punti di riferimento?
LaCasa: Apprezziamo molto i SubSonica, specie quelli del secondo e terzo album.
Musicalmente però sentiamo che la loro base di partenza è un ritmo più “ska” o “dub”, che è stato sapientemente “vestito” con sonorità elettroniche e poi ancora rock. Sicuramente con risultati originali ed emotivamente validi.
Noi ci sentiamo orientati, almeno in questo primo lavoro, verso un sound più elettronico e perchè no, anche più commerciale.
Per ciò che riguarda i testi, i nostri personali riferimenti sono altri e, a parte il grande Battiato, esulano completamente dal contesto musicale.
Kendalen: Fermo restando il fatto che il vostro è pop elettronico e l’elettronica ha un’importanza notevole nell’economia del disco, si colgono anche vaghe sonorità folk-etniche (in Nella Casa, per
esempio). E’ un tentativo di recuperare una parte delle proprie radici e fonderle con la modernità dell’elettronica oppure sono casi isolati? In altre parole, quanto è un elemento fondante?
LaCasa: L’elemento fondante è la sensazione.
Passiamo molto tempo a cercare un “mood” che sonoramente accompagni il senso del testo.
Tu alludi al clavicembalo, flautino, mandolino e organetti che imperversano in “Nella Casa”.
Ecco, in quel caso l’obbiettivo era dare un carattere “buffo” alla descrizione degli smarrimenti quando ci si è appena svegliati.
Poi chi vuole può andar oltre e chiedersi cosa per noi significhi “essere svegli nella casa”, cercando magari alla tal pagina di un tal libro.
Ma prima di tutto per noi è importante che arrivi la sensazione di tutto ciò, attraverso un “clima sonoro” ben determinato.
Per raggiungere tale scopo non ci sentiamo di porre il veto a nessun genere musicale e crediamo anzi che non saremo eternamente legati al sound elettronico per poterci esprimere.
Il suono dev’essere funzionale all’idea che abbiamo in testa.
Kendalen: A mio modo di vedere, c’è almeno una canzone dell’album che potrebbe senza problemi uscire come singolo (Riflessi, per la precisione), avete già pensato eventualmente a quali brani vi piacerebbe dare maggiore visibilità?
LaCasa: Abbiamo cercato di identificare potenziali singoli, ma crediamo d’esser diventati del tutto inaffidabili nel deciderlo, essendone saturati!
Kendalen: Classica domanda, quali sono i vostri progetti attuali?
LaCasa: Ora stiamo riarrangiando in chiave acustica (chitarre, violini, fisarmonica, basso e percussioni) i nostri brani e alcune cover che riteniamo di poter accostare per tematiche ai nostri pezzi.
L’idea è di poter proporre la nostra musica in contesti non necessariamente orientati al pop, ma di essere più versatili.
Questo ci permette anche di capire se, al di là dell’arrangiamento, il singolo brano si regge sulle sue gambe (testo e accordi)
Il tutto ovviamente in vista delle occasioni live su cui stiamo lavorando.
Kendalen: Oltre al sito, come avete intenzione di sfruttare internet?
LaCasa: Abbiamo molte idee al riguardo, ma al punto tale che dovremmo assumere qualcuno per realizzarle! 
A parte gli scherzi, vorremmo realizzare un podcast che sia l’estensione della nostra sezione blog, in cui non si parli necessariamente di musica, ma anche di ciò che più ci sta a cuore: l’essenziale.
Sarebbe bello poi realizzare un video e pubblicarlo su un servizio alla “youtube”, ma siamo un po’ indietro come conoscenze e tecnologie in quel campo.
Chissà, magari dopo questa intervista incontreremo un regista interessato!